domenica 27 aprile 2008

Il conflitto in Uganda

PARTI IN CONFLITTO
1986-Oggi: nel nord del Paese i guerriglieri dell'Esercito di Resistenza del Signore (Lra), capeggiati dal fondamentalista cristiano Joseph Kony e negli anni scorso appoggiati dal Sudan, combattono una ventennale guerra civile contro il governo ugandese.
VITTIME
Si calcola che oltre 20 mila persone siano rimaste uccise in 20 anni di conflitto. Si calcola inoltre che siano 25 mila i bambini forzatamente arruolati da parte dei guerriglieri dell’Lra, mentre i profughi nell’area sono oltre 1.700.000.

RISORSE CONTESE
Non sono chiare le ragioni che hanno spinto la formazione di Joseph Kony a prendere le armi. Il Lra sostiene infatti di combattere per assicurare maggiori diritti alla popolazione Acholi, che abita i distretti settentrionali del paese, ma finora le peggiori atrocità compiute dai ribelli hanno avuto come bersaglio proprio gli Acholi.

FORNITURE ARMAMENTI
Il governo riceve armi da Stati Uniti, Sudafrica, Cina, Russia, Bulgaria, Polonia; i guerriglieri dell'Lra (fino al 2005) dal Sudan.
SITUAZIONE ATTUALE
I ribelli compiono continue scorribande nei villaggi, bruciando case, massacrando civili e sequestrando bambini, che diventano a loro volta miliziani coatti. Le offensive condotte dall'esercito tra la fine del 2004 e il 2005 e l'arresto di alcuni dei più importanti capi ribelli hanno però indebolito notevolmente l'Lra. Inoltre, la pace siglata in Sudan tra governo centrale e guerriglieri del Spla (Sudan People's Liberation Army) ha portato le autorità di Khartoum a interrompere le forniture e il sostegno ai ribelli ugandesi. Il momento difficile che vive il Lra è testimoniato anche dalla riduzione dei raid contro i civili. Si stima che i ribelli possano contare al momento su poche centinaia di uomini, 300 dei quali sono sconfinati in Congo nell'ottobre 2005 per sfuggire agli attacchi dell'esercito ugandese.
Le trattative di pace sono riprese a luglio 2006, in conseguenza degli sforzi di mediazione sudanesi. Il governo ugandese ha offerto un'amnistia al leader ribelle Joseph Kony per favorire il raggiungimento di un accordo, ma al momento Kony non sembra intenzionato a recarsi a Juba, nel Sudan meridionale, per incontrare la delegazione governativa. A complicare le trattative ci sono anche i mandati di cattura spiccati dalla Corte Penale Internazionale dell'Aja contro quattro alti ufficiali dei ribelli, Kony compreso. Il Lra chiede che i procedimenti giudiziari vengano bloccati, ma il governo ugandese non ha l'autorità per garantirlo. In queste condizioni non è chiaro se le trattative avranno un esito positivo, anche perché in passato i ribelli hanno più volte sfruttato le tregue per rinserrare i ranghi e riprendere con maggior vigore la lotta armata.

giovedì 24 aprile 2008

Waterboarding, video denuncia in Rete

L'acqua che scende dall'alto è limpida. Un fiotto compatto. Inesorabile. Entra nella gola, stimola la faringe e il prigioniero ha la netta sensazione di annegare. A questo punto, non gli resta che implorare pietà. «Il terrore di morire - spiegano gli esperti - porta quasi immediatamente a chiedere che il trattamento abbia termine». Si chiama «waterboarding» (o annegamento simulato) ed è una delle tecniche più dure utilizzate negli interrogatori contro i presunti terroristi di Al Qaeda. Adesso, «quello che la Cia non vuol far vedere», è sul web: un video choc realizzato da Amnesty International che racconta in pochi secondi quello che accade in certe prigioni americane.Nei giorni scorsi George W. Bush ha ammesso di essere a conoscenza dell' utilizzo di queste pratiche . «Lo abbiamo fatto per proteggere il popolo americano» ha spiegato il presidente Usa. Ma le sue affermazioni hanno provocato una serie di reazioni e di polemiche. Tra queste, la dura presa di posizione di Amnesty. Per sensibilizzare l'opinione pubblica, e soprattutto l'amministrazione Usa, l'organizzazione internazionale ha pubblicato su internet una serie di video nell'ambito della campagna «Unsuscribe-me» contro le violazioni dei diritti umani nella «guerra al terrore». L'ultimo è quello sul «waterboarding». «La minaccia del terrorismo è reale -si legge sul sito internet dell'iniziativa - ma calpestare i diritti umani e abbandonare i nostri valori non è la risposta giusta». Malcom Nance, che a lungo ha insegnato agli uomini della sicurezza americana a resistere agli interrogatori in cui veniva usato il «waterboarding», chiede la fine immediata di questa pratica. «Mi vergogno per il fatto che il presidente Bush abbia autorizzato il suo uso e abbia così gettato nel fango la reputazione degli Stati Uniti», ha dichiarato. Il presidente statunitense è stato molto criticato anche per aver respinto una proposta parlamentare finalizzata a mettere fuori legge questo tipo di interrogatorio. «Il nostro film mostra ciò che la Cia non vuol far vedere - spiega Kate Allen, direttrice di Amnesty International in Gran Bretagna - vale a dire la disgustosa realtà degli annegamenti simulati».

martedì 22 aprile 2008

Earth Day, uniti per salvare la Terra

Oggi si festeggia la Giornata Mondiale della Terra, Earth Day, la ricorrenza fu suggerita per la prima volta dal giornalista americano John McConnel e, nel 1970 Gerald Ford, allora membro della Camera dei Deputati proclamò la Giornata della Terra, come una festività. Giunta alla sua 38ma edizione sarà celebrata in 174 paesi del mondo e quest’anno l’iniziativa si svolgerà con particolare attenzione alla componente ambientale, perché a preoccupare sono il 70% circa dei grandi ghiacciai che si stanno sciogliendo, l’innalzamento di oltre un metro del livello dei mari previsto dagli scienziati dell’Intergovernemental Panel on Climate Ch’ange (IPCC), l’incremento delle precipitazioni nell’emisfero Nord e l’aumento della siccità nei paesi del sud del mondo. Per non parlare delle risorse alimentari oggi già compromesse da politiche che favoriscono la coltivazione di biocombustibili che rubano terra al grano e al riso. Per usare le parole di Barry Commoner, la Giornata Mondiale della Terra è, in qualche modo, il giorno in cui l’uomo fa pace con il pianeta su cui vive.In Italia, per l’occasione, Wwf e Greenpeace hanno lanciato uno spot prodotto da Mediaset, dal titolo «Concentra l’energia in gesti intelligenti», in onda a partire da oggi e fino a sabato 26 aprile. Lo spot mostra come, attraverso semplici abitudini quotidiane, si possa ridurre il consumo globale delle risorse, mettendo in particolare rilievo i piccoli gesti domestici che possono fare la differenza: spegnere la luce quando si esce da una stanza; non lasciare rubinetti aperti; preferire la doccia al bagno per risparmiare fino a 100 litri d’acqua; non bollire l’acqua più del necessario; non lasciare elettrodomestici in stand-by; preferire lavaggi a pieno carico.

sabato 19 aprile 2008

Non usa Internet il 40% degli europei

Sebbene ospiti alcuni dei paesi in cui la diffusione di internet è maggiore, ossia Olanda, Danimarca e Finlandia, l'Europa ha ancora il 40% dei suoi cittadini che non usa la rete. È quanto ha reso noto oggi la Commissione europea, spiegando che 250 milioni di cittadini usano internet e che l'80% dispone di una connessione a banda larga. L'Italia è tra i paesi con la percentuale di utenti regolari più bassa, ossia circa il 32%, dopo la Grecia, che ha il 28%, e prima di Cipro, che ha il 35%. Tuttavia l'utilizzo della banda larga nelle scuole è appena inferiore al 79% e comunque superiore alla media europea. L'uso della banda larga da parte dei medici di base è al di sotto del 50%, appena in linea con la media, mentre resta al di sotto della media la penetrazione della banda larga, al 17% circa, contro il 20% Ue. «È particolarmente positivo che il 77% delle imprese europee, il 67% delle scuole e il 48% dei medici possano avvalersi di connessioni di ultima generazione», ha commentato il commissario europeo per i Media e la Società dell'informazione, Viviane Reding, aggiungendo: «Tuttavia, alcune parti dell'Ue sono ancora indietro e non sono pienamente connesse. Tutti i paesi dell'Unione devono quindi lavorare per di più per colmare i divari, per migliorare la comunicazione transfrontaliera e per raggiungere le zone rurali e remote».

venerdì 18 aprile 2008

Generazione alcol, cresce il consumo fra i giovanissimi e non solo

È una vera e propria "generazione alcol" quella che sta crescendo nel nostro paese, costituita da adolescenti, anche giovanissimi, che già tra i 13 e i 15 anni cercano lo sballo del sabato sera, consumando dai due ai quattro drink in discoteca. Il bicchiere è diventato uno strumento di socializzazione, cui i giovani rinuncerebbero solo per un grosso premio o la partecipazione a un reality show in tv. Ma l’eccesso di alcol sta crescendo in maniera preoccupante anche nella terza età e nelle donne con alto grado di istruzione. A scattare la fotografia sono due rapporti presentati dall’Istituto superiore di sanità e dall’Istat, in occasione dell’Alcol prevention day. Dalla ricerca effettuata dall’Iss nelle discoteche attraverso il progetto "Il Pilota", emerge che il 74% dei giovani e il 67% dei 13-15 enni, dunque al di sotto dell’età legale, eccede nel bere, consumando frequentemente da due a quattro drink in una serata. Generalmente si beve il sabato sera, anche se non non manca chi lo fa durante la settimana. La media è di 4 bicchieri a serata, tra breezer, birra e superalcolici per i maschi, e di tre bicchieri per le ragazze. In particolare il 35,7% dei giovani consuma 1-2 bicchieri, il 27,8% da 3 a 5 bicchieri, e il 20% più di 6 bicchieri. Il picco di prevalenza dei consumatori a rischio si verifica tra i 19 e i 24 anni, per poi diminuire dopo i 25 anni in entrambi i sessi. Non sono certo il senso di responsabilità o la paura dei controlli della polizia che possono convincere i ragazzi che frequentano le discoteche a non bere per l’intera serata. Le motivazioni indicate dai ragazzi e raccolte dal rapporto dell’Iss sono ben più sorprendenti. Il 74% ha indicato infatti un premio importante per chi rimane astemio, il 70% la partecipazione a un programma televisivo o a un reality show, il 58% la responsabilità di portare a casa gli amici, il 44% la pressione del partner e degli amici, il 31% il divieto di servire alcolici all’interno dei locali notturni, il 23% i controlli della polizia, il 18% niente e il 14% una campagna pubblicitaria. L’abuso di alcol aumenta anche tra gli anziani: più di 3 milioni di over 65enni sono a rischio per questo motivo, in particolare gli uomini (52,8%) rispetto alle donne (17,5%). Il progetto Iprea, condotto dall’Istituto superiore di sanità (Iss) in 12 regioni italiane, ha rilevato la presenza di alcuni fattori che predispongono a bere di più, diversi per sesso. Negli uomini il rischio è maggiore tra coloro che dicono di sentirsi bene, i fumatori, chi ha svolto un lavoro manuale, chi è obeso e chi vive nelle regioni del nord. Nelle donne, invece, ad aumentare il rischio è soprattutto la convivenza con il coniuge, di cui si assumono le abitudini. Più sono istruite, e più bevono. È quello che succede tra le donne, dove con l’aumentare del titolo di studio, aumenta la tendenza al consumo di alcol. Tra le laureate le consumatrici sono il 73,7%, contro il 43% di quelle con al massimo la licenza elementare. È quanto emerge dal rapporto presentato dall’Istat. I maggiori consumatori rimangono comunque gli uomini (81%) rispetto alle donne (56,3%).
Articolo tratto da "La stampa"

Sì alle iniezioni letali negli Usa, le esecuzioni possono riprendere

La Corte suprema degli Stati Uniti a grandissima maggioranza ha confermato l'uso delle iniezioni letali per le esecuzioni, bocciando il ricorso contro il cocktail di tre farmaci utilizzato nella maggior parte delle esecuzioni negli ultimi 30 anni. La decisione è stata presa con sette voti a favore e due contrari e permette la ripresa delle esecuzioni capitali negli Usa sospese in attesa della sentenza. La Corte ha respinto il ricorso inoltrato da due condannati a morte del Kentucky, secondo i quali il cocktail utilizzato nelle esecuzioni sarebbe contrario alla Costituzione, che proibisce qualsiasi punizione "inusuale e crudele" per i detenuti. Da sei mesi negli Stati Uniti non si eseguono condanne a morte. E' la sospensione più lunga dal 1982 ed è, inoltre, coincisa con la moratoria universale sulla pena di morte approvata a dicembre dall'Assemblea generale dell'Onu, anche se gli Usa hanno già fatto sapere che non vi si atterranno. L'ultima esecuzione risale al 25 settembre quando un cocktail di veleni fu iniettato nel braccio di Michael Richard, 48 anni, condannato in Texas per aver stuprato e assassinato una giovane donna. Alcune ore prima dell'esecuzione la Corte suprema federale aveva annunciato di voler esaminare la legalità del metodo. I nove giudici di Washington hanno accettato di valutare la richiesta di due detenuti del Kentucky e stabilire esplicitamente se le iniezioni violano o meno la Costituzione. Il mix di veleni somministrato al condannato è formato da tre componenti: un barbiturico che rende il prigioniero incosciente, una sostanza che rilassa i muscoli e paralizza il diaframma, un'ultima che provoca l'arresto cardiaco. L'apparente serenità con cui muore il condannato è stata messa in dubbio da alcuni studi e da casi di detenuti che sono morti in ritardo e in preda ad atroci sofferenze. E' stato questo il caso di Angel Nieves Diaz, al quale nel dicembre 2006, in Florida, sono state somministrate due dosi letali perché la prima iniezione aveva mancato la vena e trapassato i tessuti. Diaz ci ha messo 34 minuti a morire. L'incidente ha avuto un'eco enorme in tutto il mondo fino a indurre la Florida a sospendere le esecuzioni. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha una maggioranza di giudici cattolici, cinque su un totale di nove. Il verdetto, atteso entro giugno, è stato reso pubblico proprio mentre il Papa era alla Casa Bianca, a pochi isolati dal palazzo che ospita il Tribunale dei tribunali Usa. Nuovamente un passo indietro per la dignità umana.

giovedì 17 aprile 2008

Co2, la Cina supera gli Stati Uniti

La Cina ha superato gli Stati Uniti come Paese che produce più emissioni inquinanti nel mondo: la notizia arriva dalla California, dove alcuni ricercatori hanno rilevato che il sorpasso degli Usa da parte del colosso cinese, che gli esperti prevedevano per il 2020 - è già avvenuto nel 2006. Lo studio, realizzato dai professori di economia Maximilian Aufhammer (Università di Berkeley) e Richard Carson (Università di San Diego), sarà pubblicato il mese prossimo. I ricercatori, monitorando l'uso dei combustibili fossili nelle diverse province cinesi, hanno calcolato un aumento dell'11% delle emissioni di Co2 dal 2004 al 2010, contro le precedenti previsioni che stimavano una crescita tra il 2,5 e il 5%.La previsione californiana è che entro il 2010 «ci sarà un aumento di 600 milioni di tonnellate di emissioni di Co2 in Cina, rispetto ai livelli del 2000». Uno scenario che, secondo i ricercatori «vanificherà la riduzione di 116 milioni di tonnellate di emissioni garantita da tutti i Paesi industrializzati che hanno rispettato il Protocollo di Kyoto».I risultati della ricerca, ha commentato Aufhammer, «vanno oltre le nostre peggiori previsioni e dimostrano che l'obiettivo di ridurre le emissioni inquinanti si fa sempre più difficile da raggiungere».

mercoledì 16 aprile 2008

Risultati elezioni 2008

Senato
IL POPOLO DELLA LIBERTA 38,17%
LEGA NORD 8,96%
MOVIMENTO PER L’AUTONOMIA ALL.PER IL SUD 1,08%

PARTITO DEMOCRATICO 33,7%
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI 4,32%
UNIONE DI CENTRO 5,69%

LA SINISTRA L’ARCOBALENO 3,21%

LA DESTRA - FIAMMA TRICOLORE 2,1%

PARTITO SOCIALISTA 0,87%
Camera
IL POPOLO DELLA LIBERTA 37,39%
LEGA NORD 8,3%
MOVIMENTO PER L’AUTONOMIA ALL.PER IL SUD 1,13%

PARTITO DEMOCRATICO 33,17%
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI 4,7%

UNIONE DI CENTRO 5,62%

lunedì 14 aprile 2008

Proiezioni Senato, voti in percentuale

PDL 38,9
LEGA 6,5
MPA 1,0
Totale 46,4

PD 32,8
IDV 5,1
Totale 37,9

LA DESTRA-F.T. 2,4
UD CONSUMATORI 0,4
SINISTRA CRITICA 0,4
PARTITO SOCIALISTA 0,7
SINISTRA ARCOBALENO 4,7
UDC 5,7
PCL 0,3
FORZA NUOVA 0,3

Commento
Si allarga ulteriormente al Senato la forbice tra la coalizione di centrodestra e quella di centrosinistra nella terza proiezione consortium sul 62% del campione. Pdl-Lega-Mpa si attestano al 46,4% mentre Pd-Idv al 37,9 per cento. Nel dettaglio il Pdl è dato al 38,9%, la Lega al 6,5%, l’Mpa all’1 per cento. Il Pd arriva al 32,8%, l’Idv al 5,1 per cento. L’Udc è data al 5,7%, la Sinistra l’Arcobaleno al 4,7 per cento. Se le previsioni degli exit poll sulla Camera risultassero confermate dai dati reali, il Partito democratico, con il 33-37% di consensi, risulterebbe il partito più votato in Italia, premiando così il progetto innovativo messo in campo da Walter Veltroni. Ottimo anche il risultato della Lega Nord, accreditata a livello nazionale di un 6-8 per cento di consensi. Sempre secondo gli exit poll elaborati da Consortium per la Rai, al Popolo della Libertà andrebbe il 32-36% di consensi, alla Sinistra Arcobaleno e all’Unione di Centro il 4-6%, alla Destra il 2-4%.

Benzina verde: si può ottenere dagli alberi

È una vera e propria "benzina verde" quella realizzata dai ricercatori dell'università del Massachussets-Ahmerst: secondo lo studio presentato sulla rivista Chemistry & Sustainability, Energy & Materials, è possibile infatti ottenere del vero e proprio carburante (e non del semplice etanolo) a partire da biomasse sostenibili come residui del taglio degli alberi o altri materiali di scarto. Il processo sviluppato dai ricercatori consiste nello scaldare il legno velocemente in presenza di un catalizzatore, raffreddandolo altrettanto rapidamente. Da questo processo, che dura due minuti, si ottiene un liquido che contiene toluene e naftalene, che da soli sono un quarto dei componenti della benzina. Ulteriori reazioni già studiate permettono di ottenere anche tutti gli altri componenti. La lavorazione richiede meno energia di quella per produrre etanolo ed è quindi più sostenibile dal punto di vista ambientale. Se si utilizzassero fonti di cellulosa come i residui dell'agricoltura, gli scarti di lavorazione o cose del genere si supererebbero anche molti dei problemi che ci sono oggi con i biocarburanti tradizionali.

domenica 13 aprile 2008

Berlusconi : odore di santità?

L'unico odore che si sente da qua è odore di mafia e di demenza...